La recente chiusura piatta dell’S&P 500 nasconde una netta divisione sottostante

La recente chiusura piatta dell’S&P 500 nasconde una netta divisione sottostante

L’S&P 500 ha chiuso giovedì in calo di appena due punti, una sessione così tranquilla da essere quasi invisibile su un grafico.

Ma se si va oltre il livello dell’indice, la situazione appare ben diversa: 328 dei suoi titoli sono scesi mentre solo 174 sono saliti, il che significa che la chiusura "piatta" ha in realtà nascosto un ampio arretramento, mascherato solo da pochi vincitori.

Un mercato sostenuto da pochi nomi

Il vero tema è il divario tra il dato di copertina e la situazione interna. Quattro settori ciclici e sensibili alla crescita – tecnologia, materiali, industriali e beni di consumo discrezionali – hanno pesato sull’indice, mentre il comparto energetico ha sostenuto i listini grazie a un rialzo del petrolio dovuto alle tensioni legate all’Iran.

https://www.youtube.com/watch?v=N85Mb_zUpgg

Il rally di Meta sull’ottimismo intorno al suo nuovo agente Muse AI ha fatto gran parte del lavoro, mascherando la debolezza presente quasi ovunque. Questo tipo di leadership sbilanciata richiama uno schema già osservato da BeInCrypto, ad esempio quando l’indice raggiungeva livelli record con una partecipazione debole all’inizio di quest’anno, con i guadagni concentrati in un gruppo sempre più ristretto di vincitori dell’AI.

I rendimenti sono la valvola di sfogo

Il problema della partecipazione ridotta non si verifica isolatamente. Il rendimento dei Treasury a 30 anni è salito al livello più alto dal 2004 e quello a 10 anni si avvia verso il maggiore balzo mensile dal mese di ottobre 2024, colpendo proprio quei titoli ciclici e locali che stanno trascinando l’indice verso il basso.

Il KBW bank index è già scivolato in territorio di correzione, in calo di oltre il 10% dal picco di agosto, e giovedì ha segnato la seconda giornata consecutiva di perdite, anche se il paniere KRX delle banche regionali ha invece registrato un leggero rialzo, ponendo fine a una serie negativa di otto giorni.

Poi c’è Oracle, che è scesa di circa il 3,5% dopo aver inviato una comunicazione di forza maggiore allo sviluppatore di data center Blue Owl Capital riguardo al suo progetto nel New Mexico, segnale che le tempistiche per le autorizzazioni, l’alimentazione e la costruzione stanno iniziando a ostacolare la crescita delle infrastrutture per l’AI, anche se continua l’afflusso di capitali.

Valutazioni così tirate hanno già richiamato confronti con il picco della bolla dot-com in passato, uno scenario da osservare attentamente se la partecipazione dovesse continuare ad assottigliarsi.

Niente di tutto ciò emerge a fine seduta. Ma con i rendimenti ancora in crescita e la spesa in capitale dell’AI di fronte alle prime vere difficoltà, la vera domanda è per quanto tempo un pugno di titoli potrà continuare a mascherare l’arretramento del resto del mercato.

Leggi la storia originale La recente chiusura piatta dell’S&P 500 nasconde una netta divisione sottostante di Darryn Pollock su it.beincrypto.com