Jim Cramer: ecco cosa frenerà davvero la folle spesa nell'IA - Benzinga Italia

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Jim Cramer, noto conduttore della CNBC, ha espresso il proprio sostegno a un nuovo rapporto di J.P. Morgan secondo cui saranno i limiti fisici e finanziari — e non un crollo del mercato — a frenare naturalmente le massicce spese dei giganti tecnologici nell’intelligenza artificiale (IA).

Il fattore “Gating”

Cramer, commentando l’outlook annuale “ Smothering Heights ” di Michael Cembalest, ha sostenuto che i timori di una bolla dell’IA simile all’era dot-com manchino di una visione d’insieme.

Piuttosto che un collasso delle valutazioni, Cramer ha indicato il “gating dell’energia elettrica” (ovvero i vincoli di fornitura energetica) come la forza primaria che impedirà agli hyperscaler  di spendere eccessivamente.

Il rapporto di J.P. Morgan identifica i vincoli della produzione energetica negli Stati Uniti come un rischio critico per il settore dell’IA.

Sebbene si preveda che i data center trainino i due terzi della crescita del carico elettrico negli USA, la rete fatica a tenere il passo, avendo aggiunto solo 25 GW di capacità affidabile nel 2024.

Questa scarsità fisica di elettricità agisce come un limite invalicabile alla velocità con cui le aziende possono implementare nuove infrastrutture, limitando di fatto le loro spese in conto capitale indipendentemente dalle ambizioni.

After reading Michael Cembalest’s brilliant Eye on The Market opus just out from JP Morgan, i believe that bubble talk will be rested by a recognition that there will be an electric power “gating” that will keep the hyperscalers from overspending … (OpenAI will be constrained…

— Jim Cramer (@jimcramer) January 2, 2026

Analisi della realtà finanziaria

Oltre ai limiti energetici, Cramer ha sottolineato che attori principali come OpenAI “saranno limitati dai propri bilanci”.

Il rapporto di J.P. Morgan dettaglia impegni finanziari massicci che potrebbero superare i ricavi attuali. Ad esempio, OpenAI si è impegnata a pagare a Oracle Corp. ( ORCL ) 60 miliardi di dollari all’anno per infrastrutture di calcolo non ancora costruite — una cifra che la società non incassa ancora.

Con OpenAI che affronta impegni per 1,4 trilioni di dollari verso i partner aziendali pur sopravvivendo principalmente grazie alle commissioni degli abbonamenti, il percorso verso la redditività rimane un ostacolo importante.

Cramer suggerisce che questi vincoli tangibili su energia e capitale forzeranno un rallentamento della spesa in IA, prevenendo la speculazione sfrenata che caratterizzò la bolla del 2000.

Ecco un elenco di ETF collegati all’IA da prendere in considerazione.

Nome ETF Performance a 6 mesi Performance a 1 anno
iShares US Technology ETF ( IYW ) 14,73% 21,24%
Fidelity MSCI Information Technology Index ETF ( FTEC ) 13,47% 18,11%
First Trust Dow Jones Internet Index Fund ( FDN ) -1,37% 6,32%
iShares Expanded Tech Sector ETF ( IGM ) 14,94% 22,50%
iShares Global Tech ETF (NYSE: IXN ) 14,41% 20,86%
Defiance Quantum ETF ( QTUM ) 21,70% 31,52%
Roundhill Magnificent Seven ETF ( MAGS ) 18,69% 15,34%

Oltre la rete elettrica: realtà finanziarie e valutazioni

Il rapporto di J.P. Morgan supporta ulteriormente la richiesta di “sfumature” di Cramer contrapponendo il mercato odierno alla bolla delle dot-com.

A differenza delle “giovani aziende non redditizie” (YUCs) della fine degli anni ’90, le alte valutazioni odierne sono sostenute da margini di profitto straordinariamente elevati, con 42 società legate all’IA che hanno generato fino al 75% della crescita degli utili dell’S&P 500 dalla fine del 2022.

Tuttavia, è in corso un cambiamento nelle modalità di finanziamento. Il rapporto osserva che, mentre l’attuale boom della spesa in conto capitale è stato inizialmente finanziato dal flusso di cassa interno, aziende come Meta Platforms Inc. ( META ) e Oracle si stanno rivolgendo sempre più ai mercati del debito per finanziare l’espansione dei data center.

Questo crescente affidamento sul debito — gli spread creditizi di Oracle si sono già ampliati di 90 punti base — introduce una nuova disciplina che rafforza la visione di Cramer: saranno i bilanci, e non solo i prezzi delle azioni, a dettare in ultima analisi il ritmo della rivoluzione dell’IA.

You didn’t have to live through the Internet Bubble to understand that bubble but the two “experiences” then and now are totally different. There is such a thing as nuance

— Jim Cramer (@jimcramer) January 2, 2026

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