Quando l’Amministratore Delegato di Nvidia Corp ( NVDA ), Jensen Huang, si è rivolto ai leader mondiali durante il vertice del G20, non ha dedicato molto tempo alla trattazione delle GPU o dei chip di ultima generazione dell’azienda.
Al contrario, ha presentato uno schema interpretativo essenziale per comprendere l’economia dell’intelligenza artificiale: una “torta a cinque livelli” che parte dall’energia, si conclude con le applicazioni e si estende ben oltre il core business di Nvidia. Per gli investitori, si tratta di un utile promemoria del fatto che il tema dell’IA non rappresenta un’unica singola dinamica, bensì un intero ecosistema.
L’IA prende le mosse dall’energia, non dai modelli
“La prima cosa da fare è riconoscere che cos’è l’IA”, ha dichiarato Huang prima di illustrare la suddivisione nei cinque livelli. “Al livello più basso c’è l’energia. Non si può produrre nulla senza energia. Essa trasforma l’elettricità in matematica”.
Quel primo livello è facile da trascurare in un mercato affascinato dai chatbot e dai modelli fondativi. Tuttavia, Huang ha sostenuto che l’elettricità si colloca alla base dell’economia dell’IA, seguita dai chip — “quello è il mondo in cui opero io” — e successivamente dalle infrastrutture, vale a dire i terreni, la potenza elettrica e i data center che ospitano i sistemi di IA.
Solo dopo questi tre livelli si collocano i modelli di IA, che Huang ha definito come “ciò che la maggior parte delle persone considera l’IA”, e infine i dati e le applicazioni, l’ambito in cui le imprese generano valore economico reale.
La sequenza assume un significato preciso. La tesi di Huang è che l’IA non sia semplicemente un software in esecuzione nel cloud, bensì uno stack tecnologico integrato verticalmente in cui ogni livello dipende da quello sottostante.
Nvidia rappresenta una singola fetta: l’opportunità complessiva è molto più ampia
Lo schema interpretativo di Huang amplia inoltre la platea dei potenziali beneficiari dell’intelligenza artificiale.
Il primo livello — l’energia — potrebbe favorire le società impegnate nella produzione di energia elettrica, nella modernizzazione delle reti e nelle apparecchiature elettriche, tra cui Constellation Energy Corp ( CEG ), GE Vernova Inc. ( GEV ) ed Eaton Corporation, PLC ( ETN ), dal momento che i data center dedicati all’IA impongono richieste crescenti alle infrastrutture energetiche.
Il secondo livello è rappresentato dai chip, ambito in cui Nvidia mantiene la posizione di attore dominante affiancata da società quali Advanced Micro Devices, Inc ( AMD ) e dal partner produttivo Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. Ltd. ( TSM ).
Il terzo livello è quello delle infrastrutture, che costituiscono l’ossatura fisica dell’IA. Questo blocco comprende specialisti dell’energia e del raffreddamento come Vertiv Holdings, LLC ( VRT ), aziende di networking come Arista Networks, Inc. ( ANET ) e Broadcom Inc. ( AVGO ), oltre a operatori di data center quali Digital Realty Trust, Inc. ( DLR ) ed Equinix, Inc. ( EQIX ).
Al di sopra si posizionano i modelli di IA, comparto in cui realtà tra cui Alphabet Inc. ( GOOGL ) ( GOOG ) e Meta Platforms Inc. ( META ) stanno investendo ingenti risorse nello sviluppo di sistemi di frontiera.
Infine vi sono le applicazioni, ossia le soluzioni software che integrano l’IA nei flussi di lavoro quotidiani. Società come Microsoft Corp. ( MSFT ), Salesforce Inc. ( CRM ), ServiceNow, Inc. ( NOW ) e Palantir Technologies Inc. ( PLTR ) figurano tra i soggetti impegnati nello sviluppo di prodotti capaci di monetizzare l’IA per la clientela aziendale.
Le implicazioni per gli investimenti
La “torta a cinque livelli” di Huang non costituisce una raccomandazione di investimento, bensì un modello concettuale per valutare verso quali ambiti potrebbero indirizzarsi i flussi di spesa dedicati all’IA. Il punto centrale del suo ragionamento evidenzia che i Paesi e le aziende non devono necessariamente dominare ogni livello, ma devono stabilire in quale segmento intendono competere.
Per gli investitori si applica la medesima logica. Nvidia può rimanere il titolo di riferimento dell’IA, ma se la visione di Huang dell’IA come infrastruttura critica trovasse conferma, i beneficiari non si limiteranno ai soli produttori di chip.
La fase successiva della traiettoria dell’IA potrebbe essere sempre più guidata dalle aziende che generano energia, costruiscono data center, connettono le reti e integrano l’IA nelle applicazioni del mondo reale.
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Foto: glen photo via Shutterstock