I bond stanno mettendo sotto pressione le azioni, pochi giorni dopo che Wall Street aveva raggiunto nuovi record. Un selloff globale delle obbligazioni sta ora spingendo i costi di finanziamento ai massimi da decenni.
L’S&P 500 e il Nasdaq Composite sono scesi ai minimi delle ultime due settimane martedì. Al contrario, i rendimenti dei Treasury a lunga scadenza sono saliti ai livelli più alti da quasi vent’anni.
Record, poi inversione
L’S&P 500 ha chiuso a un record di 7.798,99 il 13 agosto. Il rally era stato sostenuto da dati sull’inflazione in raffreddamento e da forti utili collegati all’intelligenza artificiale.
Anche il Dow Jones Industrial Average aveva raggiunto una chiusura record grazie ai profitti legati all’AI insieme all’S&P 500 il 5 agosto. Tuttavia, il clima è cambiato pochi giorni dopo.
Il Nasdaq Composite è sceso ai minimi delle ultime due settimane mentre le azioni dei semiconduttori crollavano, rallentando il rally record che aveva caratterizzato il 2026.
Come i bond stanno mettendo sotto pressione le azioni
Il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni è salito al 4,748%, il livello più alto da gennaio 2025. Il rendimento a 30 anni ha raggiunto il 5,33%, il punto più alto degli ultimi 19 anni.
La fuga non riguarda solo gli Stati Uniti. Il rendimento del bond governativo giapponese a 10 anni ha toccato questa settimana il massimo degli ultimi 30 anni, pari al 2,945%.
Il divario tra i rendimenti a breve e a lungo termine negli USA è ora il più ampio da quattro anni. Questo aumento della pendenza indica che gli investitori stanno chiedendo una maggiore compensazione per il rischio di lungo periodo.
Nuovi dubbi su un accordo di pace in Medio Oriente hanno spinto i prezzi del petrolio più in alto, alimentando i timori sull’inflazione. Nel frattempo, un’ondata record di emissioni di obbligazioni societarie sta facendo concorrenza al debito pubblico per ottenere la liquidità degli investitori.
Secondo i dati SIFMA, le emissioni hanno raggiunto quasi 1,7 trilioni di dollari finora nel 2026. Questo ritmo è destinato a superare il record dell’anno scorso, pari a 2,2 trilioni di dollari.
Un mercato in movimento merita attenzione
Nel frattempo, l’indice KOSPI della Corea del Sud è sceso dell’1,5% e il Nikkei giapponese ha perso il 2,5% sulla scia degli altri mercati. Il Philadelphia SE Semiconductor Index è crollato del 5% mentre gli investitori hanno rivalutato le valutazioni legate all’AI.
Al contrario, il ritracciamento sembra rafforzare la tesi di Tom Lee di Fundstrat. Secondo lui, potrebbe essere necessaria una correzione del mercato del 10% prima che l’S&P 500 possa superare stabilmente quota 8.000.
I verbali della Federal Reserve di mercoledì potrebbero determinare se questa pausa continuerà o se il selloff si intensificherà. Gli investitori si stanno già preparando a questo preview dei verbali della Fed, che rappresentano il prossimo grande catalizzatore sia per le azioni che per le obbligazioni.
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