Microstrategy potrebbe essere rimossa dai principali indici azionari globali

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Microstrategy potrebbe essere rimossa dai principali indici azionari globali

Il gigante di Bitcoin di Michael Saylor potrebbe perdere il suo posto nei principali indici azionari globali, costringendo potenzialmente i fondi d’investimento a vendere azioni anche se continuano a credere nell’azienda.

Giovedì, MSCI ha approvato nuove regole per rimuovere le aziende che si comportano più come veicoli di investimento che come attività operative.

Una simulazione precedente ha identificato Strategy, ex MicroStrategy, e la giapponese Metaplanet (acquirente di Bitcoin) come potenziali esclusioni. 

È stata segnalata anche Yellow Cake, società britannica che detiene uranio, mentre SharpLink, azienda con treasury in Ethereum, potrebbe finire in una watchlist.

Perché MSCI vuole escludere Strategy?

MSCI crea indici come MSCI World e MSCI Emerging Markets. I gestori di fondi usano questi benchmark per decidere quali azioni detenere, e gli ETF che seguono gli indici replicano automaticamente le modifiche.

La sua preoccupazione è semplice: Si deve trattare una società il cui valore deriva principalmente dal possesso di asset come Bitcoin come una normale attività operativa?

Strategy continua a vendere software, ma le sue detenzioni di Bitcoin dominano il suo bilancio. Il nuovo test di MSCI prende in esame asset operativi, flussi di cassa provenienti dal business e dipendenza da finanziamenti esterni.

Strategy contesta questa distinzione.

“Riteniamo che la proposta sia fuorviante”, ha spiegato in dettaglio nella sua risposta a MSCI.

Potrebbe questo innescare una vendita massiccia di azioni?

Se Strategy venisse esclusa, gli ETF che replicano gli indici interessati dovrebbero generalmente vendere le azioni MSTR al momento del ribilanciamento. 

Ciò genererebbe pressione di vendita indipendentemente dal prezzo di Bitcoin o dall’opinione degli investitori su Strategy.

Strategy stima che i fondi collegati a MSCI detengano circa 13 milioni di azioni, pari al 3,1% circa delle sue azioni ordinarie in circolazione. Secondo l’azienda, si tratta di meno di un tipico volume di scambi giornalieri.

Altri investitori potrebbero assorbire queste vendite, quindi un calo del prezzo non è affatto scontato.

MSTR in realtà è aumentata del 5,62% giovedì, chiudendo a $151,29. Fondamentale sottolineare che questo rally è avvenuto prima dell’annuncio di MSCI, dopo la chiusura del mercato USA.

Grafico del prezzo di MSTR del 15 ottobre. Fonte: Yahoo Finance

Il rischio a lungo termine è una domanda più debole per le azioni MSTR, il che renderebbe più difficile raccogliere capitali per ulteriori acquisizioni di Bitcoin.

L’esclusione non comporterebbe il delisting di MSTR dal Nasdaq, né obbligherebbe Strategy a vendere Bitcoin.

MSCI pubblicherà la lista delle aziende interessate l’11 novembre. Le regole entreranno in vigore dopo il 30 novembre, con le aziende già presenti protette da un test biennale sui bilanci prima della rimozione.

Leggi la storia originale Microstrategy potrebbe essere rimossa dai principali indici azionari globali di Mohammad Shahid su it.beincrypto.com